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Brian Art per CTD

Ci sono incontri che finiscono lì. Altri, invece, lasciano la sensazione che valga la pena seguirli.

Reel del primo incontro

Con Brian ci siamo conosciuti così, a Marrubiu, durante Color_ARCI. Mi ero fermato davanti al suo stand perché mi avevano colpito i suoi quadri, soprattutto la forza dei colori. Da lì abbiamo iniziato a parlare.

Gli ho raccontato di CTD, dell’idea delle Connessioni e di un progetto che prova a mettere in dialogo persone, esperienze e prospettive diverse. Già durante quella prima conversazione era nata un’intuizione: capire cosa potesse succedere mettendo in relazione il suo linguaggio visivo con CTD.

Non avevamo ancora una forma precisa in mente.

Ci siamo scambiati i numeri e abbiamo deciso di rivederci.

Sabato 26 settembre sono partito per Oristano e sono andato a trovarlo nel suo studio. Brian mi aveva già anticipato che difficilmente invita qualcuno lì dentro. È una stanza di casa sua, il posto in cui lavora e crea, uno spazio molto personale che ha scelto di aprirmi.

Dentro c’erano le sue opere, i materiali, i colori, le tracce del lavoro sui muri. Era uno spazio che raccontava già qualcosa di lui.

Non ero arrivato con una vera intervista preparata. Avevo portato con me alcuni libri che per me sono stati importanti, con l’idea che potessero diventare degli spunti e aprire qualche direzione nella conversazione.

Alla fine abbiamo parlato di molte cose.

Di CTD e di arte, sicuramente, ma anche di esperienze personali, di modi diversi di vedere il mondo e di affrontare la propria vita. Più che cercare subito una risposta o un risultato, ci siamo semplicemente confrontati.

A un certo punto siamo usciti.

Il giorno successivo Brian avrebbe partecipato a un evento a Oristano e doveva recuperare alcuni dei suoi quadri che erano esposti in diversi luoghi della città. Così l’ho accompagnato.

Siamo passati da bar, ristoranti, una barberia e alcuni chioschi. Alcune opere erano già state acquistate, altre erano ancora esposte e disponibili per chi, incontrandole in quei luoghi, avesse voluto comprarle.

Quello che era iniziato come un incontro nel suo studio si è trasformato così in un piccolo giro per Oristano.

Abbiamo continuato a parlare in macchina, abbiamo incontrato persone, ci siamo fermati a mangiare un panino e poi siamo ripartiti verso l’ultimo chiosco dove Brian doveva recuperare un quadro.

Quel giro mi ha permesso di vedere una cosa che probabilmente non avrei colto restando soltanto nel suo studio: il rapporto che Brian ha costruito con la sua città e la rete di relazioni attraverso cui le sue opere entrano in luoghi diversi, anche molto quotidiani.

Non siamo tornati a casa con un concept grafico di CTD.

E va bene così.

Forse la cosa più interessante di questo primo incontro è proprio ciò che ancora non è stato definito. C’è stata la possibilità di conoscerci meglio, confrontarci e capire che esiste una base comune dalla quale può nascere qualcosa.

Ci siamo salutati con l’idea di rivederci con più calma. Abbiamo anche immaginato un prossimo incontro a Cagliari, magari davanti a qualcosa da cucinare insieme, continuando semplicemente la conversazione.

Per ora non sappiamo ancora cosa nascerà da tutto questo.

Ed è forse proprio questo il punto.

La Connessione continua.

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